2 novembre 2026
Fatto
El Faro ha scritto che Saiz ha detto che i posti temporanei saranno smantellati «il prima possibile», senza data
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Il 2 novembre El Faro de Ceuta ha scritto che la ministra Elma Saiz ha annunciato a Barcellona, al forum World in Progress, che il Governo lavora per smantellare i posti temporanei di accoglienza di Ceuta «il prima possibile». Non ha dato una data. Secondo quel pezzo, si è passati da 500 posti di accoglienza temporanea a più di 7.500. Saiz ha parlato di «circa 13.000» persone rientrate in Marocco. Quella cifra è la sua di quel giorno. Non si fonde con gli «oltre 12.700» della nota della Moncloa del 20 ottobre né con i 13.215 ritorni volontari del 27 ottobre. I posti allestiti non sono le persone ospitate.
- El Faro de Ceuta, 2 novembre: la ministra dell’Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni, Elma Saiz, ha annunciato al forum World in Progress (WIP), a Barcellona, che il Governo lavora per smantellare via via i posti temporanei di accoglienza, «qualcosa che sperano il prima possibile». In quel pezzo non c’è una data. El Español, il 3 novembre, riporta lo stesso annuncio e scrive che non è stato accompagnato da un calendario.
- El Faro scrive che Saiz ha rivendicato che, dopo la crisi, «si è passati da 500 posti di accoglienza temporanea agli oltre 7.500 attuali». El Español scrive che la capacità «è passata da 500 posti a più di 7.500». È la cifra dei posti di quei pezzi. Non sono i 7.477 posti che Europa Press ha scritto il 27 ottobre. Non si fondono. I posti allestiti non sono le persone che sono ospitate. Questa scheda non dà una cifra di occupazione.
- Saiz, secondo El Faro: «C’è una cifra importante di ritorni in Marocco di circa 13.000 persone. Sono fascicoli che non devono più essere conclusi perché quei ritorni sono avvenuti». El Español scrive «circa 13.000» secondo i dati offerti da Saiz. È una cifra attribuita a lei. Non si fonde con gli «oltre 12.700» della nota della Moncloa del 20 ottobre né con i 13.215 ritorni volontari che Europa Press ha attribuito a Saiz il 27 ottobre, ripetuti poi dal Governo di Ceuta. Questo archivio non li riconcilia.
- El Español attribuisce all’assessora Kissy Chandiramani che «il prima possibile» esprime un’intenzione e che la Città ha bisogno di «un calendario di chiusura e di restituzione degli impianti». La cita anche: «A noi non è stato trasmesso assolutamente nulla». È la posizione della Città in quel pezzo del 3 novembre. Non è una data del Governo.